Forum sulla Legalità

Il Rotaract Club di Locri mobilita i giovani per la lotta alla ‘ndrangheta
“Il ruolo dei giovani nella lotta alla ‘ndrangheta”? Un ruolo determinante, decisivo. È quanto è emerso nel corso del forum organizzato oggi presso l’Auditorium Comunale di Roccella Jonica dal Rotaract Club di Locri, alla presenza di centinaia di studenti del Liceo Scientifico “Pietro Mazzone” e dell’I.T.I.S. “Ettore Majorana” di Roccella, del Liceo Classico “Ivo Oliveti” e dell’Istituto Magistrale “Giuseppe Mazzini” di Locri. Moderatore della discussione, Vincenzo Leone, Past President del Rotaract Club di Locri e appassionato studioso del complesso rapporto tra ‘ndrangheta, politica e società civile nel territorio calabrese.
Il 18 ottobre 2009 Vincenzo interviene telefonicamente alla trasmissione radiofonica “L’indignato speciale”, in onda su RTL 102.5, a cura di Andrea Pamparana, vice-direttore del TG5 nonché autore di vari libri-inchiesta sulla criminalità organizzata. La puntata in questione è dedicata alla ‘ndrangheta e al suo straripante potere economico. La telefonata di Vincenzo (ascoltala) è l’accorata e dettagliata denuncia di un giovane calabrese dello status quo in Calabria: economia controllata e zavorrata dalla criminalità organizzata, politica troppo spesso collusa con la ‘ndrangheta, investigatori e Forze dell’ordine in continua ambasce a causa di tagli e carenze strutturali troppo spesso ignorate dalle Istituzioni, cultura mafiosa dilagante in tutta il suo messaggio di vigliacca prepotenza in ogni aspetto della società civile calabrese. Purtroppo, da quel giorno ad oggi troppo poco è ancora cambiato in direzione di un affrancamento della Calabria dal cancro mafioso, ma quella telefonata ha segnato l’inizio di una sincera amicizia e di una proficua collaborazione editoriale tra Andrea Pamparana e Vincenzo Leone. Il noto giornalista-scrittore ha accettato perciò con immediato entusiasmo l’invito del Rotaract Club di Locri al fine di sensibilizzare e mobilitare i giovani e gli studenti della Locride per la lotta alla ‘ndrangheta e, soprattutto, per coltivare una coscienza collettiva che dica fermamente NO alla cultura mafiosa.
Ad aprire la serie di interventi, il Dott. Vito Aversa, Presidente del Rotaract Club di Locri, il quale ha posto l’attenzione sul fatto che la lotta alla ‘ndrangheta debba necessariamente iniziare con l’educazione dei giovani nel segno della legalità, della responsabilità civile, della reciprocità dei diritti di cittadinanza e della convinzione che “l’accesso ai servizi sia un diritto e non un favore”. Ovviamente la lotta alla ‘ndrangheta deve poggiare le sue basi sulla voglia di riscatto della popolazione più direttamente interessata dal fenomeno mafioso nel proprio vivere quotidiano, lì dove la paura, purtroppo, la fa troppo spesso ancora da padrona; come sconfiggere la paura che la ‘ndrangheta incute? Il Dott. Aversa affida la risposta alle parole di Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una sola volta”.
A seguire, la parola è stata presa dal Dott. Vuozzo, Presidente del Consiglio Comunale di Roccella Jonica, il quale si è concentrato sul fallimento della politica – nazionale e locale – nella lotta alla criminalità organizzata, pur sottolineando giustamente come ci siano “vuoti che la politica da sola non può colmare”: la cittadinanza è invitata ad intervenire!
Il Presidente del Rotary Club di Locri, il Dott. Vincenzo Brullo, ha invece posto l’accento sulla necessità di reagire al giogo della ‘ndrangheta attraverso l’etica dei comportamenti, a tutti i livelli – nella famiglia, a scuola, nella società –, e sul dovere dei giovani calabresi di essere orgogliosi della propria terra, al punto di impegnarsi attivamente nella sua difesa dalla criminalità organizzata.
È il turno, poi, dell’”ospite d’onore”, il Dott. Andrea Pamparana, tra l’altro fresco autore di “Malacarne – Uomini di ‘ndrangheta” (Marco Tropea Editore). Il vice-direttore del TG5 centra subito il punto: “Il dramma nel dramma è rappresentato dall’abitudine/consuetudine di una gran parte del nostro Paese di considerare come «normale» un morto ammazzato a settimana in una certa parte del Paese, considerata ormai fuori controllo”. Pamparana ha poi demarcato la profonda differenza tra le tante persone perbene che vivono in Calabria – quando non costrette ad emigrare anche per colpa della ‘ndrangheta – e le poche, ma potenti, persone “per-male” che sfruttano, dissanguano e deturpano la nostra regione. Al termine del proprio intervento, il Dott. Pamparana ha voluto fare un sentito appello ai ragazzi che gremivano l’Auditorium di Roccella: “Non cedete all’uso di droghe: fareste del male a voi stessi e per di più finanziereste la ‘ndrangheta”!
A seguire, i microfoni sono stati presi d’assalto dagli studenti in sala, oltre che da qualche professore e dalla toccante testimonianza diretta di un agente di Polizia che opera nel territorio della Locride: ne è venuto fuori un botta e risposta ricco di utili spunti di riflessione – per tutti – tra i giovani, Pamparana ed i precedenti relatori, opportunamente e profeticamente concluso dal Dott. Francesco de Francesco, Presidente del Distretto 2100 del Rotaract, con le parole del motto rotariano: “Il futuro è nelle mani dei giovani”!
V. Femia
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